STATI GENERALI DEL VERDE DI BATTIPAGLIA | È TEMPO DI UN SALTO CULTURALE

Il futuro delle nostre città passa anche da un profondo cambiamento nel modo di concepire, progettare e gestire il verde urbano. È necessario un vero e proprio salto culturale, che parta dai cittadini e diventi un impegno concreto per le amministrazioni pubbliche, fondato su due pilastri imprescindibili: competenza e pianificazione.
Venerdì 23 ottobre, agli Stati Generali del Verde di Battipaglia, l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Salerno (ODAF Salerno) ha portato il proprio contributo al confronto sulle competenze necessarie per programmare e gestire il verde nelle nostre città.


La Presidente Rossella Robusto ha ribadito con forza la necessità di superare una visione puramente quantitativa del verde urbano, per riconoscerne il valore strategico e garantire risultati concreti, sostenibili e duraturi.
«Quando si affronta il tema del verde nelle nostre città, ci si scontra spesso con un paradosso tipicamente italiano: tutti amiamo il verde, tutti chiedono a gran voce di piantare nuovi alberi, ma quasi nessuno si pone la domanda decisiva: cosa accadrà a quelle piante dal giorno successivo?
Se ascoltiamo i dibattiti pubblici e le campagne elettorali, la narrazione dominante è quasi sempre puramente quantitativa: “Quanti alberi piantiamo quest’anno?”, “Quante migliaia di metri quadri riqualifichiamo?”.
Ebbene, in qualità di Presidente di un Ordine scientifico e professionale, voglio ribaltare con forza questa narrazione: il problema del verde nelle nostre città non è quantitativo, è prestazionale, gestionale e manutentivo».


🌳 Il verde urbano è un’infrastruttura strategica, fondamentale per la salute pubblica, la sicurezza del territorio, il contrasto alle isole di calore, la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e la tutela della biodiversità. Non può essere considerato un semplice elemento di arredo o una voce di spesa da ridurre, ma un patrimonio comune da progettare e custodire con responsabilità.
La Presidente ha inoltre richiamato l’attenzione su un problema ancora troppo diffuso: l’improvvisazione tecnica nella gestione del patrimonio arboreo e il ricorso a pratiche obsolete e dannose, come la capitozzatura.
La capitozzatura non è una potatura: è un danno biologico ed economico. Interventi impropri possono compromettere la salute e la stabilità degli alberi, aumentando i rischi per la sicurezza pubblica e generando maggiori costi di gestione per le amministrazioni. Una gestione inadeguata, infatti, può esporre gli enti a criticità sul piano della sicurezza e delle responsabilità, oltre a rendere necessari continui interventi correttivi ed emergenziali.
È proprio per questo che ODAF Salerno rivendica il ruolo fondamentale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali: professionisti dotati delle competenze scientifiche necessarie per valutare, progettare e gestire il verde, affiancando le amministrazioni nelle scelte e nella programmazione degli interventi.
Per ottenere risultati concreti occorre investire in Piani e Regolamenti del Verde, censimenti e catasti arborei, progettazione qualificata e manutenzione programmata. Non basta mettere a dimora alberi: bisogna conoscere il patrimonio esistente, scegliere le soluzioni più adatte, prevenire i rischi e assicurare nel tempo le risorse necessarie alla cura.
Il cambiamento culturale deve coinvolgere tutti: cittadini più consapevoli del valore del verde, amministrazioni capaci di pianificare e professionisti messi nelle condizioni di contribuire con le proprie competenze. Solo attraverso questa sinergia è possibile passare dagli annunci ai risultati.
Come Ordine professionale, confermiamo la nostra disponibilità a collaborare con le istituzioni e con tutti gli attori del territorio per costruire un autentico “Patto per il Verde”, fondato su conoscenza, responsabilità e visione di lungo periodo.
💚 La città del futuro non è semplicemente una città con più alberi, ma una città che sa progettare, programmare e prendersi cura del proprio verde con competenza scientifica e continuità gestionale.